Il Dono di una mia piccola allieva e la Nuova Normalità: Felicità e Ripartenza a Varese

una mia allieva e il suo dono

Il rientro dalla Sardegna è stato un atterraggio morbido, non un brusco risveglio. Dopo tre settimane intense, tra la verità che libera, i bambini che non parlano italiano (!) e il riequilibrio cosmico, sono tornato alla mia vera base: l’insegnamento della musica qui a Varese.

E il segno che il mio detox emotivo ha funzionato; e i miei allievi, grandi e piccoli, sono con me.

Il Ritorno e la Gioia Disarmante

Sono tornato al mio ritmo, tra le scuole materne e primarie del Varesotto e le lezioni private di pianoforte e propedeutica musicale anche nel mio spazio del venerdì a Piano Terra.

Ero in studio il venerdì e, dopo tre settimane di assenza, S. — una bimba di cinque anni che lavora con me da un paio d’anni — mi è corsa incontro. Non erano solo gli occhi che sorridevano: c’era un’urgenza, un bisogno quasi fisico di connettersi. ☺️

Mi ha porto questo foglio, questo turbinio di linee e colori.

È facile liquidare un disegno così come “di una bimba”. Ma, da educatori, sappiamo che l’espressione in questa fase non è estetica, è necessità. E al di là di ogni linea rossa, verde o blu, il vero contenuto del disegno era il gesto: il bisogno di donare.

Il Vero Contenuto del Disegno: Il Dono e l’Affetto

La piccola S., con quel suo atto, ha distillato la gioia più grande del mio lavoro. Non è la perfezione della scala o la tecnica impeccabile che celebriamo; è la relazione1.

Il dono è la riprova che il tempo passato insieme, le mie assenze e i miei ritorni, hanno consolidato un legame di fiducia. Quel disegno non è solo un tratto di matita; è un “bentornato”, un “mi sei mancato”, un “sono qui per te, come tu sei qui per me2 tradotto in caos cromatico. È il frutto di quell’amore discreto che Maria Montessori ci insegna a coltivare.

Questo gesto ha messo il sigillo sulla mia ripresa:

  • Non sono stanco: La fatica del campus è diventata energia di ritorno.
  • Sono felice: Il lavoro mi rigenera, non mi svuota.
  • Sono nel mio Tempo Perfetto: Come diceva la poesia, tutto avviene quando deve. E questo è il mio momento di ritornare, studiare, lavorare, con il sorriso di un educatore ritrovato.

Mentre scrivo, è domenica, sto studiando e lavorando, ma sento una profonda felicità. E gran parte di questa serenità arriva dai sorrisi che incontro e dai doni disarmanti come quello di S. e dei sorrisi degli altri allievi, piccoli e grandi. 😊

La musica è tornata a risuonare, e ogni nota è più ricca, grazie al sale della Sardegna e alla semplicità dei miei piccoli artisti. Certo….riprendersi completamente è un’altra cosa…ma…


  1. Per esplorare a fondo questo tema: https://www.amazon.it/segreto-dellinfanzia-Maria-Montessori/dp/8811673879 ↩︎
  2. Le più moderne teorie della psicologia dello sviluppo parlano proprio di questo! https://academic.oup.com/book/1311/chapter-abstract/140279093?redirectedFrom=fulltext ↩︎

Termino l’articolo con il consiglio di ascolto….mentre leggi…. ☺️

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