La “Firma Sonora”: quando il segno grafico incontra la voce dei bambini

Cosa definisce l’identità di un bambino nel mondo dei suoni? Esiste un tratto, un’impronta vocale che possiamo definire “firma”?

In questo articolo voglio condividere con voi i risultati di un meraviglioso percorso di sei lezioni svolto con le classi I e II della Scuola Primaria S.G. Bosco. Un progetto nato per esplorare il paesaggio sonoro non solo come ambiente esterno, ma come spazio educativo e creativo.

La nostra firma sonora

Il Cuore del Progetto: Suono, Segno e Identità

l punto di partenza è stato il concetto di “Firma Sonora”, ispirato dal lavoro pionieristico di Enrico Strobino e Maurizio Vitali1. Abbiamo chiesto ai bambini di individuare un proprio “segno vocale”, una breve cellula sonora che li rappresentasse.

Il percorso si è articolato in diverse fasi:

  1. L’Ascolto e l’Emissione: Ogni bambino ha esplorato le possibilità della propria voce, fissando la propria firma attraverso una registrazione.
  2. Dall’Orecchio alla Mano: Abbiamo chiesto ai bambini di “disegnare” il suono. Com’è fatta una firma che sale di tono? È una linea retta o un ricciolo? Questo passaggio dalla percezione uditiva alla partitura informale (seguendo anche i principi della Music Learning Theory di Gordon e dell’Orff-Schulwerk) ha permesso di visualizzare l’invisibile.
  3. Il Collage di Classe: I disegni sono stati raccolti in grandi cartelloni, creando un paesaggio visivo collettivo, specchio del paesaggio sonoro della classe.

Il Video: Un’Esperienza Emozionale

Nel video2 che trovate qui sotto, ho voluto sintetizzare questa esperienza. Utilizzando software come GarageBand e strumenti digitali, ho rielaborato le voci dei bambini.

Sentirete le loro firme sonore intrecciarsi: a volte in coro, a volte soliste. Ho aggiunto elementi del paesaggio reale (come il fischio di un treno, richiesto da uno degli alunni, la pioggia, il cinguettio degli uccellini, cavalli a passeggio, le onde del mare) per creare un ponte tra il loro mondo interiore e la realtà esterna.

Una Riflessione Pedagogica

Educare al suono significa educare alla presenza. In un’epoca dominata dal rumore bianco e dalla distrazione, fermarsi ad ascoltare il proprio “singhiozzo” o “respiro” (per citare il Pascoli che tanto amiamo e citato a lezione) permette ai bambini di rimettersi al centro del proprio mondo relazionale.

Questo laboratorio non è stato solo “fare musica”, ma costruire un’identità di gruppo attraverso l’ascolto reciproco.


Oltre la visione: Verso un’installazione sonora e visiva immersiva

Partendo dalle suggestioni di Strobino e Vitali, il materiale prodotto (cartelloni, video e audio) non deve necessariamente esaurirsi in una visione frontale, ma può diventare il cuore di un’installazione multimediale itinerante all’interno della scuola o in uno spazio espositivo.

Seguendo l’idea del “teatro educativo”, potremmo immaginare l’allestimento secondo queste tre direttrici:

  • L’Isola dei Cartelloni (Dimensione Materica): I cartelloni con il collage delle firme sonore non vanno appesi semplicemente al muro, ma disposti a cerchio o “a corridoio”, creando un percorso fisico. I genitori e i visitatori possono camminare tra i segni grafici, toccando con gli occhi le traiettorie che i bambini hanno tracciato per i loro suoni.
  • La Cupola dell’Ascolto (Dimensione Sonora): Tramite l’uso di diffusori posizionati strategicamente, l’audio rielaborato può essere riprodotto in loop. L’ideale sarebbe un sistema multi-canale dove le firme sonore “viaggiano” nello spazio, permettendo all’ascoltatore di sentirsi immerso nel paesaggio sonoro della classe, come se si trovasse al centro di un bosco di voci.
  • La Lanterna Magica (Dimensione Visiva): Il video emozionale può essere proiettato direttamente sopra i cartelloni originali o su superfici trasparenti. Questo crea un effetto di sovrapposizione tra il segno statico del bambino e il movimento dinamico dello spettro sonoro, rendendo visibile l’energia che ha generato quel tratto.

Perché un’installazione? Come suggeriscono Strobino e Vitali, l’obiettivo è trasformare l’ascoltatore da spettatore passivo a esploratore. In questo modo, la “Firma Sonora” della classe I e II diventa un’opera d’arte totale, dove il confine tra chi ha creato (i bambini) e chi fruisce (la comunità) si annulla nell’atto dell’ascolto condiviso.


  1. https://www.progettisonori.it/prodotto/il-paesaggio-sonoro-come-teatro-educativo/ ↩︎
  2. https://www.youtube.com/watch?v=E3E3JVM999Q ↩︎

L’Anima del Maestro Riccardo nel mese di Dicembre

Il Maestro si prepara: Tra Devozione e Spiritualità

Dietro ogni ora di lezione c’è una preparazione che quest’anno è stata anche spirituale1. Dicembre è un mese che mette alla prova; ho attraversato piccole crisi, ma le ho trasformate in energia per essere “centrato” per i miei allievi. La professionalità di un docente di musica oggi richiede equilibrio: bisogna essere spensierati con i bimbi, ma rigorosi con se stessi2.

Luci Internazionali: Zurigo e Verona

Zurigo: Un concerto educativo per famiglie in un’atmosfera sospesa, tra luci soffuse e un pianoforte che dialogava con il pubblico. L’ultimo con Maestra Anna e con la presenza fondamentale di Maestra Valentina, e quello precedente sempre con Maestra Valentina. Due colleghe molto più che colleghe, per motivi diversi e plurimi. Grazie a loro! ☺️

concerto in centro a Zurigo

Verona (Fucina Machiavelli): Sul palco per “Radici di Suoni” con la collega Maestra Valentina. Vedere le mie ciabatte sul palco simboleggia la mia filosofia: portare la musica “di casa”, accogliente e interattiva, anche nei teatri più prestigiosi, lontani, con un pubblico nuovo che ancora non ci conosce ma che potrebbe senz’altro apprezzare il nostro metodo e approccio.

Quelle “pianelle” simboleggiano anche un non so che di sfrontatezza e divertimento che ormai mi accompagna da anni quando suono in pubblico; forse da sempre. Stare bene nel fare bene quello che ormai da anni pratico con cura e ricerca, ovvero creare possibilità tramite concerti o laboratori per i quali i bambini e i loro genitori possano fare musica e stare bene.

le ciabatte prima del concerto a Verona

Progetti Futuri: Sinatra e il Nuovo Sound (?)

La musica non si ferma mai. Con Paolo stiamo affinando il tributo a Frank Sinatra provando e registrando a Coquio Trevisago e nello studio di Castiglione Olona. Presto saremo un trio, pronti a portare quell’eleganza swing che è parte fondamentale del mio essere musicista.

Tante prove, tanta preparazione, studio, ascolto dei brani; ascoltare con le orecchie, e leggere sia con gli occhi che con il cuore. Rendere viva la musica, qualsiasi essa sia purchè di qualità. Crescere con essa e con gli amici con i quali ho la fortuna di passare ore a suonare e suonare. Le date si avvicinano e la preparazione deve essere sempre maggiore.

con Paolo in sala prove

Altri progetti si presentano in via di definizione. Ma è ancora presento per parlarne!

Certo una riflessione deve essere necessaria: ripenso a quelle che sono state le decisioni prese tanti anni fa, quando ancora questo non era il mio lavoro. Ricordo ancora con vivida memoria un giorno durante il quale avevo letto una intervista di un maestro di pianoforte americano che raccontava il rapporto con i bambini e il fatto che quello era il suo lavoro a tempo pieno: ecco, ricordo di aver pensato di volere proprio quello, essere un maestro di pianoforte con tanti allievi.

Ovvio che in quel caso, l’essere un musicista docente deve fare i conti con l’essere prima un docente e poi un musicista. E così è stato. 🥰. Felice di questa decisione, ancora oggi.

Ricarica: Moto, Corsa e….essere felicemente zio ☺️

Per dare tanto, bisogna saper ricevere. La mia gita in moto sul traghetto tra Laveno e Verbania, il vento sul viso e il rombo del motore sono la mia meditazione. Una di quelle, direi, particolari, ma anche essa aiuta. Specie quando si devono schiarire le idee e fare mente locale su quanto accaduto, e su quanto si vuole possa accadere.

Insomma…mettersi nella condizione perchè qualcosa possa accadere…

durante il passaggio sul lago Maggiore tra Laveno Monbello e Verbania Pallanza

Così come le corse sul Campo dei Fiori, tra il torrente Vellone e i sentieri innevati: correre in montagna mi restituisce la prospettiva corretta sugli avvenimenti, sulle priorità, sul mio calendario di vita.

il Vellone sotto Santa Maria del Monte, Varese

Ma la gioia più pura è nelle piccole cose: le muffoline 3della mia nipotina Carlotta, che ha compiuto due mesi. In quel minuscolo dettaglio c’è tutto il senso del futuro.

le muffoline della mia nipotina Carlotta

Gratitudine

il regalo da parte delle colleghe della scuola primaria Bosco

Chiudo l’anno con una stellina rossa tra le mani: “Per Maestro Riccardo”. La stima dei colleghi e dei genitori è il carburante per il 2026. Ora mi aspettano le montagne e la luce di quella stella luminosa nella neve…e dietro, l’emoji sorridente del mio telefono✨ 😊

una stellina nella neve della Valtellina

“La gratitudine è la forma suprema di ricezione.” — Joe Dispenza

Buon Anno 2026! 🎉


  1. Seguo da tanti tanti anni alcune scuole di pensiero che insieme afferiscono ad un unico approccio; quello del vivere con consapevolezza il momento presente permettendo così di essere preparato a quanto accadrà nel futuro. Mindfulness, Rudolf Steiner, Paramahansa Yogananda, Bob Proctor, Joe Dispenza. ↩︎
  2. Ne parlerò in un altro post prossimamente! ↩︎
  3. Volete leggere un bell’albo a tema? “La muffola rossa”
    https://www.youtube.com/watch?v=LbPIDExHnHc ↩︎

Didattica Musicale Creativa ☺️

Il Dicembre Magico tra “Carol of the Bells” e Paesaggi Sonori

La Musica come Dono: Oltre il Saggio di Natale

Dicembre nelle scuole non è solo “preparazione”, è un’esplosione di vita.

strumentini vari per orchestrare Carol of the Bells
strumentini usati durante un mercatino natalizio con i bambini

Quest’anno la sfida è stata ambiziosa: portare Carol of the Bells nelle scuole materne. Non è un brano semplice, ma attraverso l’uso strategico dello strumentario Orff — tubi sonori, sonagli, tamburelli e ovette — i bambini hanno trasformato un classico complesso in un’esperienza ritmica travolgente. E i risultati sono stati più che soddisfacenti! ☺️

Dalla Materna alla Primaria: Il Progetto “Firme Sonore”

Alla scuola Bosco di Varese, abbiamo esplorato nuovi orizzonti. Non ci siamo limitati a cantare; abbiamo analizzato il paesaggio sonoro. Raccogliere le “firme sonore” dei bambini significa dare valore alla loro identità acustica, trasformando l’interazione con l’ambiente in una proposta didattica d’avanguardia1.

scoiattolo
la mia firma sonora è il suono dello scoiattolo

Come mostrano alcune delle immagini scattate tra prima e seconda classe, il lavoro è un work in progress che mette al centro l’ascolto consapevole2.

volpe nella notte di stelle
quale è la tua firma sonora? il suono della volpe!
La firma sonora di Viola è il verso della volpe

Matinée di Natale: Suonare per Gioia, non per Performance

Il 20 dicembre a Piano Terra si è tenuta la nostra “Matinée”. Odio la parola “saggio” quando implica ansia da prestazione. I miei 25 allievi pianisti (ma ne ho molti di più 😆) hanno suonato per il piacere di condividere. La musica deve essere un porto sicuro, non un esame.

Sophia al pianoforte

Vedere i loro sorrisi mentre mostrano ai genitori i progressi fatti con lo strumento è il mio regalo più grande.

La Scintilla nei Mercatini

Riccardo ai Mercatini di Carnago 2025

Essere presente tra la gente, come ai Mercatini di Carnago, mi ha permesso di raccogliere frammenti di pura poesia, come la letterina lasciata a Babbo Natale che ho fotografato durante l’evento3. Quei desideri scritti a mano sono diventati, in questo mese di dicembre, la colonna sonora silenziosa del mio impegno quotidiano.

forse la letterina più evocativa che si possa leggere

…segue!

…nel frattempo…. ☺️


  1. Fonte: Il paesaggio sonoro come teatro educativo. https://www.amazon.it/dp/B0BZGJD5K4?ref=ppx_yo2ov_dt_b_fed_asin_title ↩︎
  2. https://www.musicasindapiccoli.it/paesaggio-sonoro-schafer-e-leducazione-allascolto-per-bambini/ ↩︎
  3. https://www.mercatiniealberocarnago.it/ ↩︎

Dicembre: Armonie di Gioia e Apprendimento – La Musica come Centro di Benessere a “Piano Terra”

Un’altra settimana si chiude, portando con sé la familiare e agrodolce stanchezza che solo l’insegnamento intensivo può dare. Eppure, osservando le luci soffuse dei nostri alberi di Natale a Piano Terra e ripensando alle risate e alle scoperte fatte in aula, la fatica si trasforma in pura gratitudine. ❤️

albero di Natale a Piano Terra

Il mese di Dicembre non è solo un periodo di preparazione alle festività; nel nostro lavoro, esso diventa un tempo potenziato per la Musica e la Prossimità.

Il Mese della Celebrazione: Ritmo e Sereno Ricordo ✨

Il periodo natalizio, al di là di ogni connotazione specifica, ci offre un contesto unico: un’atmosfera di attesa serena, di colori caldi e di un ritmo più lento (o, paradossalmente, più cadenzato) che ci predispone alla celebrazione.

Nella musica, questo si traduce in un approccio didattico che abbraccia il calore e la tradizione. Dalle semplici melodie da imparare con le campanelle colorate alla decorazione degli spazi con graziosi dettagli , tutto contribuisce a creare un ambiente che accarezza i sensi, un principio fondamentale della Pedagogia Sensoriale di Maria Montessori.

alberi essenziali a Piano Terra

Propedeutica e Pianoforte: Il Doppio Binario della Crescita

Questo pomeriggio è stato il microcosmo perfetto del nostro impegno settimanale:

1. La Propedeutica come Gioco Totale

Ho avuto il piacere di condurre incontri di Propedeutica Musicale entusiasmanti con i piccoli allievi. La musica si è fusa con il movimento libero, come si vede nello spazio inondato di luce dove i bambini esplorano lo spazio del “tappeto musicale” e delle ombre proiettate dal sole . Questa esplorazione corporea del ritmo e dello spazio è cruciale per la successiva interiorizzazione musicale, concetto centrale della Music Learning Theory di Edwin Gordon (l’Audiation).

allievi a Piano Terra

Un plauso speciale va al piccolo Andrea, che ho il privilegio di seguire sia alla scuola materna che nei corsi pomeridiani a Piano Terra. Vederlo passare dal ruolo di allievo a quello di assistente entusiasta è la più grande ricompensa e conferma l’efficacia di un percorso continuativo e affettivo. Il legame affettivo tra allievo e maestro è, come sappiamo, il più potente veicolo di apprendimento. ☺️

Quest’oggi pomeriggio ha varcato la soglia di Piano Terra con un viso piccolino e stanco ( e ci credo, è venerdì e sono le 16:00!!!). Ma che gioia vederlo entrare anche questo pomeriggio, insieme agli altri bimbi del gruppo.

Felice 🙃

attività sensoriali e materiali a Piano Terra

2. Avviamento al Pianoforte: Dalle Mani alla Mente

Le lezioni di Pianoforte (individuali e collettive) proseguono utilizzando materiali che rendono la musica tangibile e accessibile.

  • Manipolazione Cosciente: Usiamo il nostro pentagramma sensoriale di feltro che consente di posizionare le note manualmente. Questo approccio, che unisce la concretezza Montessoriana all’apprendimento delle altezze, evita la frustrazione della sola astrazione teorica, permettendo ai bambini di comprendere il sistema tonale attraverso la mano.
  • Musica e Grafica: La fase successiva è la trascrizione e l’applicazione ritmica. Le attività creative di disegno e i Keyboard Games (come il gioco de Il Bruco e la Mela) assicurano che la musica non sia mai slegata dalla creatività e dalla gioia del segno grafico, come promosso da Marilyn Lowe.

Poi…ci sono le mie creazioni grafiche 😆…vedi sotto.

Il Centro: La Gioia dell’Educatore

Al di là della preparazione per la prossima settimana (inclusi i materiali specifici per la scuola primaria, che richiede un continuum didattico raffinato), ciò che regge l’intera struttura è un profondo senso di centralità e felicità.

Come docenti, non possiamo permetterci di essere vuoti o distratti. La nostra energia, la nostra serenità e il nostro entusiasmo sono il primo strumento che offriamo ai bambini. Essere “centrati e felici” non è un lusso, ma un requisito pedagogico: solo un adulto sereno può creare l’ambiente emotivamente sicuro necessario per la libera espressione e l’esplorazione musicale dei piccoli.

In conclusione, sono stanchissimo, ma ogni nota suonata, ogni sorriso di un allievo e ogni ombra che accarezza la stanza di Piano Terra mi ricordano che questo è l’onore più grande:

…fare tutto il possibile per i bambini che ho la fortuna di seguire, e di farlo con una gioia autentica.


Prossimo Appuntamento: Vi aspetto questo weekend ai Mercatini di Carnago per momenti di musica festosa!


Un Ascolto per Concludere la Settimana

Per sigillare questa settimana di Ritmo, Gioia e attesa Natalizia, ti invito a lasciarti cullare dalle dolci note che accompagnano le nostre giornate.

Ecco un brano che, con la sua armonia, incarna perfettamente lo spirito sereno e profondo con cui affrontiamo l’educazione musicale:

Ascolta il brano su Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/track/18xGSUnNV8Uo7NpS9uqglY?si=5c6a0d8d7ccb45ed

Una settimana armonica: Tra Tonalità Minori, Ciabatte di Natale e Il Patrimonio Musicale di Tutti

La Stanchezza Piena di Senso

Che settimana energetica! La settimana lavorativa si chiude portando con sé la dolce fatica di chi ha speso ogni grammo di energia nel proprio elemento. Chi lavora con la musica e i bambini sa bene cosa significhi: orari serrati, logistica complessa e, spesso, poco tempo per sé. Ma la stanchezza non è affatto vuota. È satura di senso, ricaricata da centinaia di occhietti curiosi e dal suono della gioia spontanea.

Dopotutto, questo era il lavoro che desideravo sin dai tempi del Liceo Musicale: rendere la musica, come sostengo su www.musicasindapiccoli.it, un patrimonio di tutti, e non un privilegio di pochi eletti.

Cronaca di una Settimana Musicale Olistica 🗂️

Ecco il racconto, giorno per giorno, di come la Propedeutica Musicale e l’avviamento al Pianoforte prendono forma:

Lunedì: Il Primo Accordo di Accoglienza 🫂

La settimana è partita con il ritorno, per il secondo anno consecutivo, in una meravigliosa scuola materna di Varese. Trovarsi accolti da bambini e maestre che ti fanno sentire “a casa” è il primo e fondamentale segnale che l’ambiente è propizio all’apprendimento. L’accoglienza, per noi docenti, è la prima chiave di violino.

Martedì: Lateralità e Gioia al Tasto 🎹

braccialetto blu, mano sinistra; braccialetto rosso, mano destra

Abbiamo lavorato sulla lateralità, un concetto cruciale per l’esecuzione pianistica. Ho utilizzato un ausilio semplice e giocoso: braccialetti rossi e blu per codificare rispettivamente la mano destra e sinistra. Con questa base chiara, abbiamo affrontato i primi, semplici brani. È essenziale che l’approccio al pianoforte sia caratterizzato da gioia e leggerezza, perché la motivazione nasce dal piacere, non dalla pressione.

Mercoledì: L’Efficacia della Continuità

Doppio appuntamento. La mattina, presso una storica scuola materna, ho incontrato cinque gruppi di bambini, dai 3,5 ai 5,5 anni. La continuità della collaborazione rende l’esperienza quasi familiare, un ulteriore “sentirsi a casa” professionale. Il pomeriggio è dedicato all’avviamento al pianoforte, integrando materiali concreti.

Mercoledì/Giovedì Pomeriggio: L’Unione di Gordon e Montessori

L’apprendimento non si ferma alla teoria. Per i corsi di avviamento al pianoforte, ho utilizzato il nostro materiale sensoriale Montessori di feltro. Si tratta di un doppio pentagramma fatto su misura da Valentina Lavecchia dè il filo incantato, che permette ai bambini di manipolare le note (il concreto) e di visualizzare il “continuum” tra chiave di violino e chiave di basso (l’astratto). Perché la musica, in questa fascia d’età, deve essere esplorazione attiva: prima la percezione sensoriale, poi il talento.

pentagramma sensoriale Montessoriano

Giovedì Sera: Omaggio a “The Voice”

Per “ricaricare le batterie”, il giovedì sera si è concluso con l’energia della musica da adulto: le prove per un concerto-tributo a Frank Sinatra. Un salto nelle tonalità jazz e swing, un promemoria che il nostro lavoro di docenti è alimentato anche dalla nostra passione esecutiva e dalla ricchezza di generi diversi.

omaggio a Frank Sinatra "the voice"

Venerdì: Tonalità Minore e Strumentario Orff

Il venerdì è stato dedicato alla Propedeutica con la presentazione dello strumentario Orff (tamburelli, cimbali, ecc.).

Abbiamo introdotto (ma non solo in questa scuola….!) una canzoncina che sa di stagione, “Novembre” nella bella e malinconica tonalità di Re minore. Questo approccio integra l’uso dello strumento con la lettura e la narrazione, preparando il terreno per le prossime attività legate al Natale e i momenti di restituzione con le famiglie.

Novembre, canzoncina montessoriana

Sabato: L’Impossibile e il Calore

Il sabato è un concentrato di lezioni. 🤪

  1. L’Assurdo Grammaticale: Una lezione di pianoforte (nel mio “miglior tedesco possibile”) che si conclude con la sfida di pronunciare la parola che descrive il Bequadro (Das Auflösungszeichen). La risata sull’impronunciabile è un altro modo per alleggerire la teoria musicale.
  2. L’Accoglienza che Conta: L’abbraccio più caloroso arriva quando una famiglia ti accoglie in casa e ti fa trovare pronte le ciabatte natalizie. È un gesto di cura che va oltre la lezione e che riempie di felicità. Grazie! 🙏🏻
ciabatte natalizie

In ogni lezione (quasi ogni lezione per fortuna), trovo sempre il contributo inaspettato di un allievo, come un suo contributo grafico che si traduce in un’esplosione di pennellate e colori, il segno tangibile della creatività che stiamo liberando.

La Melodia della Felicità

La musica dovrebbe essere un diritto e un piacere per tutti. La stanchezza fisica c’è, è innegabile, ma è annullata dalla felicità di vedere il proprio sogno professionale realizzato e di essere un modello positivo per tanti piccoli allievi.

Se la settimana è stata un Allegro con brio di attività, la conclusione è un Adagio di profonda soddisfazione. Stanco, sì, ma infinitamente felice.

pennellate di colori di C. pianista in divenire, e mia allieva

Per saperne di più

L’istituto creato per proseguire le ricerche di Edwin Gordon. È la risorsa primaria per comprendere la teoria dell’apprendimento musicale (MLT) e il concetto fondamentale di audiation (il sentire la musica nella propria mente).

L’Esplosione del Potenziale: Disegni, Suoni e la Libertà di Esplorare

Il vero apprendimento inizia dove finisce la regola. Questa verità non riguarda solo le note sul pentagramma, ma si manifesta con una forza inaudita nell’arte spontanea dei bambini.

Queste tre immagini, nate durante un Campus estivo Mumama a Flumserberg, sono state digitalizzate non per la loro perfezione artistica, ma per la loro potenza espressiva. Sono la testimonianza visiva di ciò che noi, come educatori, cerchiamo di stimolare con la musica certamente ma in generale: il potenziale esplorativo puro e illimitato dei bambini dai 3 ai 5 anni.

La Forza dell’Astrazione (L’Arcobaleno Monocromo)

arcobaleno monocromo

Osserviamo il primo disegno, una pennellata energica e scura su un fondo blu cobalto. Un arco vibrante, quasi un arcobaleno monocromo, che suggerisce movimento e profondità. 🌈

  • Il Significato Esplorativo: Non c’è la preoccupazione di “disegnare un arcobaleno come dovrebbe essere” (rosso, arancione, giallo…). C’è solo l’impulso di tracciare una forma. Nella musica, questo è l’equivalente di un bambino che non sta cercando la melodia perfetta, ma che con un ovetto sonoro o una bacchetta, esplora il timbro e il gesto [Delalande]. È la gioia di fare suono, di fare segno, senza il filtro della correttezza.

Il Ritmo del Corpo (La Figura Danzante)

Il secondo disegno ci presenta una figura che sembra quasi danzare o marciare. Forme geometriche semplici, colori caldi, un equilibrio dinamico che evoca immediatamente il movimento.

  • Il Significato Esplorativo: Il bambino non sta disegnando un essere umano statico, ma un’azione, un ritmo visivo. (almeno io vedo e sento di scrivere questo 🤪). Questo è il cuore dell’educazione musicale secondo il Metodo Gordon: il corpo è il primo strumento. Prima di toccare il pianoforte, il bambino deve sentire il ritmo e la melodia nel proprio movimento. Questa figura è l’incarnazione visiva del micro-movimento ritmico che precede ogni apprendimento musicale.
la figura danzante

L’Espressione Emotiva (L’Urlo di Munch in Rosso)

L’ultima immagine, con i suoi contorni marcati e i colori che vibrano sul rosso, ha l’intensità espressiva di un’emozione forte, quasi un Urlo pittorico.

  • Il Significato Esplorativo: Questo disegno è la prova che l’arte è un canale primario per l’espressione di sé, proprio come la musica. Come abbiamo discusso, quando il linguaggio verbale manca, il suono o il segno diventano la valvola di sfogo per le emozioni complesse [Video éveil musical]. L’educatore deve rispettare e ascoltare questo “Urlo” sia sulla carta che nel suono caotico prodotto in aula. Certamente facile a scrivere, un altro aspetto invece è viverlo nella vita educativa di ogni giorno, in classe, così come in una lezione 1/1.
urlo di Munch di un bambino

La Nostra Missione: Liberare il Potenziale

Queste opere d’arte estemporanee, sebbene slegate dal solfeggio, sono totalmente connesse alla nostra missione su www.musicasindapiccoli.it.

Il nostro obiettivo, sia che si tratti di un bambino che batte l’ovetto contro il bicchiere, sia che si tratti di un’esplosione di colore sulla carta, è creare un ambiente dove il bambino sia libero di:

  • Esprimersi: Senza il giudizio del “giusto” o “sbagliato”. Altro insegnamento gordoniano, oltrechè ovviamente montessoriano.
  • Esplorare: Timbro, forma, ritmo e colore senza restrizioni.
  • Creare: Il proprio linguaggio, sia esso musicale o visivo.

Il potenziale di questi bambini è infinito. Il nostro compito non è dare loro le risposte, ma dare loro i colori (o gli strumenti) e lo spazio per porre le domande.


Per saperne di più…

https://www.mumama.net

https://scuolaintelligenzaemotiva.it/il-paradosso-dellapprendimento-imparare-e-prima-di-tutto-disimparare

https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_di_sviluppo_prossimale#:~:text=La%20ZSP%20%C3%A8%20definita%20come,un%20livello%20di%20competenza%20maggiore.

Il Dono di una mia piccola allieva e la Nuova Normalità: Felicità e Ripartenza a Varese

una mia allieva e il suo dono

Il rientro dalla Sardegna è stato un atterraggio morbido, non un brusco risveglio. Dopo tre settimane intense, tra la verità che libera, i bambini che non parlano italiano (!) e il riequilibrio cosmico, sono tornato alla mia vera base: l’insegnamento della musica qui a Varese.

E il segno che il mio detox emotivo ha funzionato; e i miei allievi, grandi e piccoli, sono con me.

Il Ritorno e la Gioia Disarmante

Sono tornato al mio ritmo, tra le scuole materne e primarie del Varesotto e le lezioni private di pianoforte e propedeutica musicale anche nel mio spazio del venerdì a Piano Terra.

Ero in studio il venerdì e, dopo tre settimane di assenza, S. — una bimba di cinque anni che lavora con me da un paio d’anni — mi è corsa incontro. Non erano solo gli occhi che sorridevano: c’era un’urgenza, un bisogno quasi fisico di connettersi. ☺️

Mi ha porto questo foglio, questo turbinio di linee e colori.

È facile liquidare un disegno così come “di una bimba”. Ma, da educatori, sappiamo che l’espressione in questa fase non è estetica, è necessità. E al di là di ogni linea rossa, verde o blu, il vero contenuto del disegno era il gesto: il bisogno di donare.

Il Vero Contenuto del Disegno: Il Dono e l’Affetto

La piccola S., con quel suo atto, ha distillato la gioia più grande del mio lavoro. Non è la perfezione della scala o la tecnica impeccabile che celebriamo; è la relazione1.

Il dono è la riprova che il tempo passato insieme, le mie assenze e i miei ritorni, hanno consolidato un legame di fiducia. Quel disegno non è solo un tratto di matita; è un “bentornato”, un “mi sei mancato”, un “sono qui per te, come tu sei qui per me2 tradotto in caos cromatico. È il frutto di quell’amore discreto che Maria Montessori ci insegna a coltivare.

Questo gesto ha messo il sigillo sulla mia ripresa:

  • Non sono stanco: La fatica del campus è diventata energia di ritorno.
  • Sono felice: Il lavoro mi rigenera, non mi svuota.
  • Sono nel mio Tempo Perfetto: Come diceva la poesia, tutto avviene quando deve. E questo è il mio momento di ritornare, studiare, lavorare, con il sorriso di un educatore ritrovato.

Mentre scrivo, è domenica, sto studiando e lavorando, ma sento una profonda felicità. E gran parte di questa serenità arriva dai sorrisi che incontro e dai doni disarmanti come quello di S. e dei sorrisi degli altri allievi, piccoli e grandi. 😊

La musica è tornata a risuonare, e ogni nota è più ricca, grazie al sale della Sardegna e alla semplicità dei miei piccoli artisti. Certo….riprendersi completamente è un’altra cosa…ma…


  1. Per esplorare a fondo questo tema: https://www.amazon.it/segreto-dellinfanzia-Maria-Montessori/dp/8811673879 ↩︎
  2. Le più moderne teorie della psicologia dello sviluppo parlano proprio di questo! https://academic.oup.com/book/1311/chapter-abstract/140279093?redirectedFrom=fulltext ↩︎

Termino l’articolo con il consiglio di ascolto….mentre leggi…. ☺️

L’Arcobaleno Finale e il Ponte tra il Campus e il Ritorno

Il sipario è calato. Ufficialmente, la mia avventura in Sardegna volge al termine. Mentre il furgone viene caricato e i biglietti aerei attendono di essere usati, l’emozione è un groviglio di gratitudine, stanchezza, e una punta di malinconia. Ma in mezzo a tutto questo, ecco il dono inatteso e maestoso che ci ha fatto la natura ieri pomeriggio: un doppio arcobaleno. 🌈

È una di quelle visioni che ti costringono a fermarti, a respirare, a elevare lo sguardo. Una conclusione degna di un campus che è stato, prima di ogni altra cosa, un viaggio nell’anima. Un viaggio pedagogico, musicale, nella natura, alla scoperta di bimbi conosciuti e bimbi nuovi.

arcobaleno, viaggio nell'anima; foto di Alexander Borzenko
Foto di Alexander Borzenko https://www.instagram.com/alexborzenko/

L’Arcobaleno: il Ponte tra l’Educazione e l’Essere

Il mio collega e amico, Alexander Borzenko, ha catturato in questo scatto un momento che non è solo bellezza ottica, ma profonda verità spirituale. Ho subito cercato di dare un significato a quel ponte di luce, e ho ritrovato il pensiero di Rudolf Steiner sulla natura e il cosmo. Sono rimasto forse mezz’ora in spiaggia a guardarlo.

Steiner vedeva l’arcobaleno non solo come un fenomeno atmosferico, ma come un simbolo cosmico e un ponte eterico. Era convinto che l’arcobaleno rappresentasse la connessione tra le forze della Terra e le energie spirituali del Cielo. È la luce del Sole che si manifesta attraverso l’umidità, unendo il materiale (la pioggia, l’aria) e l’ideale (il colore, la luce pura).

Questa visione mi risuona potentemente, proprio ora che il lavoro con i bambini si è concluso.

Terra: La Bellezza di Lavorare con i Bambini

Il lato “Terra” è stata la gioia intensa, quotidiana, del campus: la passione che ci lega, l’amore discreto per i piccoli e per coloro che ormai piccoli non sono più. Ho toccato con mano l’importanza di essere un educatore presente e gentile, non distrutto. Questa è l’energia pura che mi ha dato il campo. Diversamente non sarei stato in grado di tenere duro per 3 settimane, tra arrivo, preparazione, accoglienza, saluti, pulizie, e varie ed eventuali 😅.

Ora che i bambini sono partiti, il cuore si stringe. La loro assenza improvvisa, il silenzio negli spazi che fino a poche ore fa risuonavano di risate e avventure, è una ferita dolce. Mi mancheranno subito. La loro verità semplice e disarmante è ciò che ci riporta al centro, ogni giorno. Già, come detto ieri durante una riunione di fine lavoro, al centro di tutta questo mega organizzazione ci sono loro, i bambini. Certo poi le loro famiglie, la logistica, il cibo, la bellezza, la musica. Ma al centro…loro.

Cielo: Il Bisogno di Respirare e di Me Stesso

Ma l’arcobaleno ci ricorda che, dopo l’impegno, deve esserci il “Cielo”.

L’altra faccia di questa separazione è la necessità di respirare di più. Un ritorno al , alla tranquillità, al silenzio riflessivo che ho cercato in queste notti di luna sul mare. Lavorare con i bambini è donazione totale; il “dopo” (ma fondamentale anche il “durante”) deve essere rigenerazione totale.

Guardando quell’arco, capisco che il mio compito non è solo quello di portare il cielo ai bambini (l’ideale, la passione), ma anche di riportare la terra al cielo (integrare l’esperienza e l’energia dentro di me). Devo onorare la stanchezza fisica e l’iperstimolazione sensoriale con cui torno a casa.

Arrivederci, Terra di Luce

Domani si parte, si torna alla quotidianità, alla famiglia, alla mia moto e alla splendida attesa di mia nipote.

La Sardegna mi mancherà. Mi mancherà la sua luce cruda, la sabbia che scotta, il mare notturno. Ma l’arcobaleno di oggi non è una fine: è un ponte che collegherà l’uomo gentile e felice che sono stato qui, con l’uomo che devo continuare ad essere una volta tornato a casa. La vera sfida…

Lascio l’esperienza, ma porto con me la consapevolezza. Ed è questo il vero tesoro. E da lunedì, si riparte, questa volta a Varese e limitrofi.


Fonti sulla visione di Rudolf Steiner dell’Arcobaleno
La visione di Rudolf Steiner sull’arcobaleno come “ponte” e fenomeno cosmico si ritrova principalmente nei suoi cicli di conferenze sulla Scienza dello Spirito, l’Antroposofia, e in particolare:

  1. Conferenze sulla Formazione degli Insegnanti Waldorf: In diverse lezioni sulla visione scientifica e spirituale del mondo, Steiner sottolinea che i colori dell’arcobaleno non sono solo un fatto fisico (come per la scienza tradizionale), ma la manifestazione di forze eteriche e animiche. L’arcobaleno è la rivelazione della spiritualità nella materia.
  2. Antroposofia e Scienza Spirituale: Nelle sue opere fondamentali (es. La Scienza Occulta nelle sue Linee Generali), Steiner descrive la natura come un organismo vivente animato da forze spirituali. L’arcobaleno è visto come un fenomeno che illustra come la luce (il cosmo spirituale) si rapporti con l’elemento umido terrestre (il regno fisico).

Per approfondimenti, si consiglia la ricerca di testi specifici di Steiner relativi a “colore”, “luce” e “fenomenologia” come ad esempio i cicli di conferenze tenute tra il 1919 e il 1924.

Tempo Perfetto

Il sole di Pula si è spento, ma i piedi ricordano il calore, bruciore di terra e luce, un balsamo sull’anima in cerca di sé. Il mare non ha fretta, il suo ritmo è la verità.

Un giorno è un BBQ fumante, risate di padri esperti e simpatici, un altro è una torta, la gioia di Ilian, la dolcezza pura. E io, finalmente, non più la sagoma stanca di vecchie estati. Sono il sorriso quieto. Sono la gentilezza che dura.

Il tempo passa, ma non “sfugge”. Tutto avviene a suo tempo. Una verità così difficile da accettare, che la mente vorrebbe forzare, ma il corpo, qui, nella sabbia, impara.

La mente è ancora un campo di battaglia, lo ammetto, con i miei inciampi annotati, il taccuino come un confessionale. Vigilanza da “alcolista” del cuore, per non cadere più nel male. La libertà è troppo vasta, quasi paura di respirarla. Ma la mia vera libertà è non dipendere più.

Non mi mancano le voci che temo, i giudizi, il veleno. Una grazia inattesa, un silenzio che è pienezza. Questo è il regalo di un mese rubato, in un altro luogo.

Ho guardato la luna, ho pensato alle scuse, alle rovine. Ho ascoltato persone qui ma non solo, molto più sagge di me, la Verità che non è sforzo, ma semplicemente l’Essere, l’onda che torna e si ritira. Il suono che accetti, senza chiederne il silenzio.

Tornerò a casa per un giro in moto, il vento sulla pelle a tagliare l’inverno. Tornerò a casa per l’abbraccio saldo, quello che non giudica mai. Tornerò a casa, per Carlotta, il futuro che si fa carne, speranza nuova.

E se è vero che dobbiamo insegnare ai bambini che ogni cosa ha il suo tempo perfetto, allora devo impararlo io per primo, ora. Accettare il nodo irrisolto, eppure camminare. Guardare avanti con la passione di chi crea avventure, nonostante i fantasmi, con un pizzico di fiducia in più.

Il detox non è una meta. È l’onda che va e che ritorna. E io sono qui, in riva, i piedi ancora caldi, in attesa, non di una risposta, ma di ciò che deve accadere. E in questo, sono libero.

Sardegna, Silenzio e Libertà: Diario di un Educatore tra Detox Emotivo e Ritorno

Sono qui a Santa Margherita di Pula da oltre due settimane. Due settimane che sembrano un anno intero, non per la fatica, ma per la densità emotiva e il risveglio che hanno portato. Questo non è un semplice “resoconto di campo estivo“; è il diario di una ricerca interiore, un esercizio di mindfulness dettato dalle onde e dalla sabbia calda.

Mentre scrivo, ripenso alla sera in cui mi sono seduto qui sul mio letto nella mia stanzetta, con i piedi letteralmente bollenti dal sole e dalla terra di Sardegna. È una sensazione tattile, quasi un segno: questa terra mi ha scaldato l’anima e mi ha concesso un lusso che non mi concedevo da troppo tempo: la gentilezza. Ma…fino a quando?

Sardegna, Silenzio e Libertà: Diario di un Educatore tra Detox Emotivo e Ritorno

L’Atteggiamento Vero: Non Essere Distrutto

È forse la cosa più inattesa. I colleghi di questo campus, molti dei quali hanno lavorato con me in tutti e quattro i campi estivi precedenti, mi hanno fatto notare una cosa semplice ma rivoluzionaria: “Non sei stanchissimo e distrutto come al solito. Sei gentile e felice, sempre.”

Questa non è forzatura. Questo è il mio atteggiamento vero. Certo, devo ammettere con franchezza che il mio essere cinico e il mio partecipare in pillole alle feste e ai balletti ha sempre una sua presenza (!) Essere un educatore e rimanere integro, presente e sereno, senza sentirsi svuotato alla fine della giornata, è la prima vera vittoria di questo periodo di detox emotivo. Non è un miracolo, è il risultato di aver finalmente imparato a rispettare i miei tempi.

La Verità che Libera, Non lo Sforzo

Ieri sera ho riflettuto su un video di Pier Giorgio Caselli che parlava di libertà. Ho cercato il video, riascoltando le sue parole che mi hanno colpito:

“È dunque la verità che libera, non le mie idee sulla verità, non il mio sforzo di essere libero, non il mio desiderio di liberarmi: è la verità che libera.” (Sei liberato dalla Verità – Pier Giorgio Caselli[00:30])

Questa frase vorrei diventasse la bussola di questo mio percorso. La verità su di me.

Sto affrontando questo cammino con l’onestà di chi è in un percorso di recupero. Mi prendo i miei inciampi, li annoto, li rifletto. È un detox costante, non scherzo, come un alcolizzato che registra ogni ricaduta. L’unica via d’uscita è la consapevolezza, il non nascondere il nodo, ma registrarlo. Sì, è tutto troppo libero qui, parlo del nostro mondo così fortemente connesso e digitalizzato all’inverosimile; i confini si allentano, ed è proprio in questa libertà che si manifesta la mia “vecchia me” che devo tenere a bada. Ma annotare è il primo passo verso la non-dipendenza.

I Segni Inattesi di Libertà

Proprio la non-dipendenza è il segno che porto a casa con più grazia. Sabato purtroppo tornerò a casa. Ma c’è un aspetto che mi ha sorpreso e che, lo ammetto, mi riempie di un senso di libertà mai provato: gli amici non mi sono mancati.

E lo dico con la massima semplicità e affetto. Non sentirne la mancanza non è freddezza, ma la maturazione di un cammino interiore. Significa:

  • Non dipendere dal giudizio degli altri.
  • Non dipendere dallo star male che poi si riversa sugli altri.

La mia felicità (con alti e tantissimi bassi) è stata mia, generata internamente, senza l’approvazione o la stampella esterna. Questo, in un percorso di educatore che deve essere una guida solida, è un cambiamento vitale.

I “Perché” del Ritorno

Nonostante la tentazione di non voler tornare, la vita chiama. E per fortuna, mi chiama con motivazioni splendide, che sono i miei futuri punti fermi, i miei ancoraggi di fiducia:

  1. Ritornerò con piacere per riabbracciare la mia mamma. L’amore incondizionato, la base.
  2. Ritornerò con gioia per diventare a brevissimo zio. Ciao Carlotta, ti aspettiamo! La nascita, la nuova vita, la speranza pura.
  3. Ritornerò con passione per fare un giro in moto prima dell’arrivo dell’inverno. L’amore per la mia moto, la libertà del vento e della velocità controllata. La gioia di una passione personale e totalizzante. E un ringraziamento a chi mi ha aiutato a rendermela vera e vitale.

Certo, tornerò e spero di avere qualche fantasma in meno da gestire, qualche nodo in meno da sciogliere. Ma la strada è quella giusta.

Il mare, la luna, il lavoro con i bambini (che mi ha ricordato che la passione è più importante della mera tecnica, come concordato con un collega) e la solitudine riflessiva di Pula mi hanno mostrato la mia verità. E come dice Caselli, è la verità stessa a liberare.

Questo è il mio bilancio, amaro e dolce insieme, ma pieno di fiducia: i nodi sono ancora lì, ma l’atteggiamento con cui li guardo è cambiato. E questo è tutto ciò che conta.

…chissà che stavo pensando in quella foto ☺️